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Covid-19 pillole di ottimismo

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Dieta Mediterranea

Un mio intervento su Vogue.it

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Una tecnica per smaltire lo stress : power nap session

Un mio intervento su Vogue.it

http://www.vogue.it/bellezza/wellness-fitness/2017/04/25/power-nap-session-relax-a-casa-con-la-musica/

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La dieta a basso indice glicemico

Un mio intervento su Vogue.it

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10 mosse per riaccendere il metabolismo

Un mio intervento su Vanityfair.it

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Mangiare bene non è peccato

Il più delle volte seguire una dieta è sinonimo di privazioni e di cucina monotona e ripetitiva. Seguire un piano nutrizionale prestampato o redatto al computer diventa un obbligo spiacevole perché legato ad una determinata patologia e per ciò destinato ad essere abbandonato quanto prima possibile. Basti pensare a quante persone in sovrappeso e a quanti diabetici, seppure inizialmente pervasi da scrupolosa attenzione, finiscano per trascurare i freddi schemi dietetici che ignorano la legittima attenzione per il gusto e per le sane tradizioni alimentari.

E’ proprio qui il problema: la convinzione che una dieta non rispetti gusto e olfatto ma, se pur personalizzata, sia univocamente e strettamente legata al raggiungimento di un risultato ossia dimagrire. E per dimagrire bisogna soffrire.

Nell’elaborazione di questo pregiudizio rientrano diversi fattori: l’accezione negativa del termine dieta; il fatto che l’offerta alimentare sia concepita solo per tacitare lo stimolo della fame, non importa con che cosa, purché subito e spesso nei pressi del posto di lavoro; il binomio più mangio e più mi sento bene perché sono stressato e devo rilassarmi gratificandomi mangiando senza regole ed altro ancora

Il concetto del mangiare poco e bene legato ad assaporare e gustare meglio ciò che si mangia non si capisce fino a quando non ne hai fatto esperienza diretta. Contemporaneamente la prevenzione e la dietoterapia delle patologie legate al sovrappeso dovrebbero recuperare l’interesse per il sapore e la piacevolezza dell’atto alimentare.

E’ interessante osservare che anche la letteratura scientifica ha valorizzato il ruolo di un pasto gradito rifacendosi a un potenziamento delle difese immunitarie a livello del cavo orale e del tratto gastrointestinale; sembra che le sensazioni piacevoli possano stimolare positivamente l’immunoprotezione per diverse ore, confermando le vecchie intuizioni popolari su quanto l’allegria, il piacere e la serenità possano contribuire a proteggerci dalle malattie ( “ il riso fa buon sangue” , “ ridi che ti passa” ).

Quali sono, allora, le regole giuste del mangiare bene? Riscoprire il gusto, la genuinità dei prodotti tipici della tradizione, educare i più giovani a riconoscere e apprezzare gli aromi e i gusti che i prodotti commerciali e il fast food rischiano di cancellare.

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La sobrietà precede l’educazione alimentare

La sobrietà precede l’educazione alimentare

Il termine sobrio deriva dal latino ebrius (ebbro) con il prefisso “se” che indica separazione e quindi propriamente “non ebbro”.Lo si dice ad esempio di una persona moderata,parca nel mangiare e nel bere alcolici e in generale nel soddisfacimento degli appetiti e delle esigenze naturali ovvero una persona che si contiene entro i limiti della necessita’ e della sufficienza.

Sobri si nasce o si diventa?Certo oggi per chi è sobrio di suo, risulta difficile ma non impossibile resistere alle tentazioni di possedere oltre il necessario; per chi ha come meta la sobrietà come stile di vita, è necessario costruire con pazienza e perseveranza  un percorso a tappe con obiettivi specifici che bisogna far propri.

Innumerevoli sono gli obiettivi, vorrei focalizzarne alcuni :

1.Essere motivati nelle azioni della giornata e non viverle come costrizione o imposizione

2.Focalizzare le piccole cose che possono far bene al proprio corpo e alla propria mente

3.Non prendersi troppo sul serio e imparare ad essere ironici per sdrammatizzare le situazioni difficili e stressanti

4.Non sobbarcarsi di cose da fare che provocano stress in un contesto già difficile

5. Sentirsi dentro il mondo per conoscerlo e coglierne gli aspetti positivi e negativi per poter interagire come essere pensante e non perché cosi fanno tutti

6.Ammettere i propri limiti con umiltà e sincerità e delegare a chi ha più propensione e capacità nell’affrontare una data situazione.

Questa riflessione sulla sobrietà nasce dalla lettura di untesto di Seneca (Lettere a Lucillio,I d.C.)dove si legge che “abituarsi al poco è necessario. […] Nessuno può avere tutto quello che vuole,ma può non volere quello che non ha e godere delle gioie che gli si offrono.Gran parte della libertà consiste in un ventre moderato e capace di sopportare gli stenti.Non si può immaginare quanto piacere mi dia il sentire  che la stanchezza se ne va da sé;unico rimedio è il tempo : il riposo elimina le conseguenze della fatica”.

Questa forma mentis della  sobrietà va applicata e testata nel quotidiano e nelle azioni di tutti giorni.

Scegliamo tre ambiti di applicazione :

  1. La nutrizione
  2. L’attività fisica
  3. La  conoscenza

Nella nutrizione lo scopo principale è quello di imparare il metodo dell’educazione alimentare per non sentirsi sempre a dieta; mangiare è un bisogno che dobbiamo gestire con le informazioni giuste e sempre con gioia e senza ansia, perché non dimentichiamo che il cibo è una delle bellezze della vita e un piacere per la persona e per il gruppo.Mangiare poco è uno dei fattori che maggiormente contribuiscono alla longevità.

Nell’attività fisica lo scopo è quello di imparare a sentire i segnali che il proprio corpo ti  trasmette quando

la  vita troppo comoda e sedentaria si appropria dell’apparato locomotore del tuo organismo rendendolo inattivo e quindi precocemente invecchiato.

La conoscenza è la pietra angolare su cui costruire il proprio castello fatto di anfratti, finestre piccole e finestre grandi, muri di cinta per difendersi dalla mentalità del populismo, um castello che sia un porto sicuro dove poter posare il capo dopo che il poco ci ha reso liberi.

Buon lavoro a tutti coloro che si sentono in gabbia perché schiavi delle “cose da fare”

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Mangiare “insieme” significa mangiare meglio

Mangiare “insieme”significa mangiare meglio

Mangiare è più che nutrirsi, è stabilire una  relazione  con se stessi, con gli altri e con i beni della terra.

Nel rapporto con se stessi il cibo costituisce la fonte primaria di nutrimento ed è strettamente correlato alla  salute e al piacere; in alcuni casi la privazione del cibo diventa esasperata perché a servizio dell’immagine fisica (anoressia e bulimia),  in altri casi c’è l’ingordigia che porta al sovrappeso e all’obesità.

Nel rapporto con gli altri, consumando insieme il cibo, la relazione diventa condivisione, a tavola dialoga la famiglia, si incontrano gli amici, gli uomini d’affari e i politici, si festeggia qualcuno o qualcosa. Le persone si ritrovano una di fronte all’altra con la propria individualità ed insieme condividono i beni della terra e la propria vita.

Con il cibo l’uomo stabilisce un rapporto con la terra e con il cosmo a cui appartiene, può distruggere la natura o coltivarla  entrando in un  rapporto di scambio con essa.

Mangiare insieme non solo unisce ed aggrega le persone, ma ci aiuta ad assaporare meglio ciò che mangiamo, a mangiare più lentamente secondo il ritmo della conversazione, e infine ci dà l’occasione di riappropriarci della cultura e della tradizione del cibo nel corso dei tempi e delle generazioni.

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Una dieta speciale : dieta Oloproteica

Alcune diete speciali ci consentono di perdere peso più velocemente in caso di necessità. Un esempio è la Dieta Oloproteica.

La dieta Oloproteica è una dieta normoproteica e fa parte delle diete chetogene VLCKD,ma contrariamente a ciò che si pensa, non eccede con le proteine alimentari. Quali sono i vantaggi della dieta oloproteica?Innanzitutto un maggior controllo del senso di sazietà, poi una perdita di grasso maggiore rispetto ad una dieta standard ed inoltre una maggior risparmio di massa magra con conseguente mantenimento del metabolismo.

Trattandosi di una dieta speciale ha un suo specifico protocollo e non si può mettere in pratica da soli,in quanto le calorie,l’integrazione alimentare e la suddivisione del protocollo cambia in base alla costituzione del paziente, al suo stile di vita e alla sua educazione alimentare.

La dieta oloproteica si divide in 2 fasi e una volta iniziata va seguita scrupolosamente.

La Fase 1 dura mediamente 21 gg e consiste in una alimentazione personalizzata con chetogenesi controllata.

La Fase 2 è una dieta di transizione che comprende 2 fasi e dura mediamente 42 gg ; consiste in un’alimentazione ipocalorica sul modello della dieta mediterranea attraverso una reintroduzione graduale di tutti gli alimenti con successivo riequilibrio metabolico.

In sintesi i vantaggi per il paziente della dieta oloproteica sono :

RAPIDA PERDITA DI PESO

ASSENZA DEL SENSO DI FAME DOPO LE PRIME 48 ORE

MIGLIORAMENTO TEL TONO MUSCOLARE

ADIPOSITA’ LOCALIZZATE

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Fare la spesa per noi

Il concetto di spreco alimentare è strettamente legato all’acquisto esagerato di prodotti industriali che ci vengono proposti dalla pubblicità con messaggi martellanti e ripetitivi, come lo yogurt da mangiare per chi ha problemi di  colesterolo o l’acqua minerale per sentirci più leggeri.

Per stare bene dovremmo mangiare poco e di tutto, variare le scelte alimentari per apportare quotidianamente il giusto apporto dei diversi  macronutrienti al nostro organismo, provare a cambiare lo stile della spesa in funzione della scoperta di gusti e sapori diversi per non rendere attori unici delle nostre tavole i sacrosanti piatti della nostra tradizione.

Di contro quando si analizza l’alimentazione non si può compiere un atto riduttivo e semplicistico, ma sono da considerare diversi aspetti :  gli aspetti emotivi , ossia mangiare per rabbia o noia o frustrazione ; gli aspetti fisiologici , ossia il rapporto con la fame e la sazietà;  gli aspetti socio-culturali che indirizzano le convinzioni e quindi le scelte e i comportamenti.

Quindi che fare? Come distinguere gli imput giusti da quelli sbagliati?

Un consiglio? imparare ad ascoltare cosa richiede il nostro organismo nei vari momenti della giornata, e nello stesso tempo imparare ad avere una disciplina alimentare a favore dello stato di salute mentale e fisico. Non è cosa facile ma sbagliando si impara e imparando si trasmettono agli altri le proprie conquiste quotidiane giuste o sbagliate che siano.

La parola d’ordine è: educhiamoci a saper mangiare. Non é mai sbagliato ripeterlo

Contribuiremo ad abbattere lo spreco alimentare, aiuteremo noi stessi cercando una alimentazione in equilibrio, saremo visibili come esempi da seguire se la strada è quella giusta.