Cosa significa Reverse Program cioè “Programma Inverso”?

Oggi parliamo del mio metodo Reverse Program che aiuta le persone in sovrappeso a dimagrire facilmente e a mantenere per lungo tempo il peso raggiunto.

Cosa significa Reverse Program cioè “Programma Inverso”?

Vuole dire che invece di partire da un punto iniziale verso una mèta (= sono sovrappeso e devo dimagrire), fa il percorso inverso (= non riesco a dimagrire con mille tipi di diete per cui vado a scoprire la causa per risolvere il problema).

Questo metodo si rivolge a chi vuole stare meglio, a chi è a dieta da una vita, eppure non ottiene risultati.

Spesso molti hanno seguito programmi dietetici perfetti sulla carta, ma che hanno dato risultati solo per poco tempo.

Questo accade a chi comincia a seguire una dieta, ottiene dei risultati, ma ad un certo punto, scontrandosi con la realtà di tutti i giorni, capisce  che non può sostenere questa  dieta per tutta la  vita e prima o poi dovrà mollare.

Ecco perché io consiglio di risolvere il problema alla radice per ottenere risultati a lungo termine, cioè capire la causa per cui le mille diete non hanno centrato l’obiettivo principale, che è quello di  godersi il benessere imparando a combinare i pasti in modo tale da non essere schiavi dello “schemino” da portare sempre insieme, ma diventare capaci di combinare in modo sano  il cibo che si ama con il cibo che non arreca danno alla salute.

Occorre scoprire la causa che ostacola una soluzione definitiva di benessere e consapevolezza.

Le cause di un mancato dimagrimento possono essere tante e specifiche per ognuno.

Il mio interesse si focalizza principalmente su due aspetti che riguardano  il metabolismo e quindi di conseguenza la Tiroide. Infatti questa piccola ghiandola produce gli ormoni tiroidei, indispensabili per tutti i processi metabolici dell’organismo. La tiroide rappresenta il centro di comando ormonale che dà il via al funzionamento o non funzionamento degli altri organi.

Un primo aspetto da prendere in considerazione riguarda le patologie della tiroide (ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite di Hashimoto, asportazione della tiroide, tiroidite post partum, tiroidite transitoria, ecc..) in quanto queste patologie si associano molto spesso a problemi di peso, di funzionamento dell’intestino e di stress.

L’ipotiroidismo, ad esempio, è una delle condizioni che bloccano maggiormente il dimagrimento; come biologa nutrizionista ho spesso a che fare con pazienti che faticano a rispondere alla dieta, o pazienti che ciclicamente vanno incontro a stasi nella perdita di peso, condizioni queste generalmente causate da un’esasperata ritenzione di liquidi.

L’ipotiroidismo è una patologia ingannevole, che può rimanere per molto tempo in forma latente o subclinica e nel periodo di tempo in cui la patologia non è manifesta si possono avere sintomi vaghi che spesso vengono trascurati o ricondotti ad altre problematiche. Alcuni esempi di questi sintomi sono: astenia, debolezza, ritenzione di liquidi, difficoltà a concentrarsi, freddo alle estremità,malinconia immotivata, sonnolenza, dolori muscolari.

Ovviamente non è detto che chi avverte questi problemi sia ipotiroideo, quando però è proprio la tiroide a non funzionare bene, questi sintomi possono rappresentare un ostacolo al proprio benessere con il trascorrere del tempo.

Purtroppo le persone che manifestano questi disagi e sintomi non sono sempre comprese a pieno e spesso come soluzione viene proposta una classica dieta ipocalorica oppure un’attività fisica non appropriata.

Un paziente ipotiroideo scompensato non dimagrisce nemmeno con diete letteralmente da fame e tende a gonfiarsi al minimo sgarro,anche con un introito calorico molto inferiore al suo fabbisogno non perde peso e a seguito di un pur piccolo extra aumenta in modo assolutamente non proporzionale.

Un secondo aspetto da prendere in considerazione riguarda lo stile di vita.

Chi ha uno stile di vita sbagliato o chi ha sintomatologie non curate, che alla fine diventano fardelli da cui si pensa di non potersi liberare, può produrre una quantità elevata di un ormone tiroideo, il Reverse T3, che fa rallentare il metabolismo, in quanto blocca l’ormone tiroideo T3 che invece attiva il nostro metabolismo.

Sono tanti i fattori scatenanti l’aumento dell’ormone tiroideo Reverse T3, tra gli altri vanno ricordati:

  • la restrizione calorica prolungata (diete ipocaloriche, diete privative squilibrate, diete povere di carboidrati complessi e proteine);
  • eccessivo esercizio fisico;
  • abuso o uso cronico di farmaci;
  • cancellazione della colazione;
  • disturbi del sonno;
  • carenza di vitamine C, B12 e B6;
  • infiammazioni acute e croniche;
  • carenza di ferro;
  • carenza di selenio.

Vari sono gli approfondimenti, le pubblicazioni e gli  studi scientifici che dimostrano gli effetti negativi del Reverse T3, il mio compito di biologa nutrizionista è quello di comunicare un’educazione alimentare finalizzata ad equilibrare la produzione dell’ormone Reverse T3, con il fine di proteggere la salute fisica e psicologica nel breve tempo, ma anche nel medio e lungo periodo.

Kelly GS. Metabolismo periferico degli ormoni tiroidei: una revisione. Altern Med Rev . 2000; 5 (4): 306-333.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *